
Ufficio Postale spedisce con Poste Italiane


Quando il postino ci porge una raccomandata in busta verde, sappiamo che non ci sono buone notizie all’orizzonte. Il plico verde, infatti, può indicare che si tratta di un atto giudiziario o di una multa.
Diversa è la questione se si trova un avviso di giacenza nella cassetta della posta: questo, infatti, è quasi sempre un semplice scontrino bianco, che non ci dà indicazioni immediate sul contenuto e sulla provenienza della raccomandata.
Anche in questo caso, però, si può scoprire cosa contiene la raccomandata prima di andarla a ritirare in posta: sull’avviso, infatti, è presente un codice raccomandata che ci permette di scoprire subito se si tratta di un atto giudiziario o di una comunicazione diversa.
Saperlo in anticipo non serve soltanto a evitare preoccupazioni inutili: gli atti giudiziari, infatti, seguono delle regole particolari per quanto riguarda la compiuta giacenza.
Spesso si tende a considerare atti giudiziari tutti quelli che provengono da destinatari “temuti” come l’Agenzia delle Entrate, Equitalia la Polizia.
In realtà, multe e cartelle di pagamento non rientrano negli atti giudiziari. Gli atti giudiziari sono comunicazioni relative a un processo: rientrano nella definizione le sentenze, le citazioni e le ordinanze di convalida dello sfratto, ma non le sanzioni o gli accertamenti di pagamento.
Tra gli atti giudiziari che è possibile ricevere tramite Raccomandata A/R ci sono, per esempio:
In ogni caso, se si tratta di una comunicazione di questo tipo è esplicitamente riportata la dicitura “atti giudiziari” sulla raccomandata (e la si trova anche sull’avviso di giacenza).
Riconoscere il tipo di raccomandata dall’avviso di giacenza oggi è leggermente più complicato di quanto fosse negli anni passati. Fino a poco tempo fa, gli avvisi erano di cartone e avevano un colore specifico che indicava la natura della comunicazione.
Il cartoncino verde, per esempio, indicava in maniera immediata la presenza di un atto giudiziario o di una multa, mentre un avviso bianco era generalmente collegato a una innocua notifica di mancata consegna.
Oggi, nella maggior parte dei casi, il vecchio cartoncino è stato sostituito da un avviso simile a uno scontrino di colore bianco, uguale per tutte le raccomandate.
Sull’avviso di giacenza sono comunque presenti delle informazioni molto utili a capire che tipo di comunicazione ci aspetta in ufficio postale: innanzitutto, come anticipato, se si tratta di un atto giudiziario l’avviso di giacenza lo riporta in maniera esplicita. Questa informazione si trova generalmente sotto al codice a barre identificativo della raccomandata.
Appena al di sopra del codice a barre, invece, si trova l’elemento più utile in assoluto: il codice raccomandata, una sequenza di 12 cifre che “traduce” il codice a barre e che permette di capire la natura della comunicazione.
Il codice raccomandata può aiutarci a capire il contenuto e la provenienza della raccomandata. Le prime 3 o 4 cifre del codice, infatti, sono associate a diversi tipi di comunicazione.
Gli atti giudiziari, cioè le comunicazioni provenienti da un Tribunale o da un Avvocato, sono identificati dai codici 75, 76, 77, 78 e 79: se il codice inizia così, è certo che troveremo, ad attenderci in posta, un atto giudiziario o una multa.
Ma ci sono anche altri codici che possono indicare questo tipo di comunicazioni:
Altri codici raccomandata da non sottovalutare sono 67 (cartella di pagamento), 608 e 609, che indicano comunicazioni da enti pubblici come l’Agenzia delle Entrate e l’INPS. Decisamente innocue, invece, le raccomandate con codice 12, 13, 14, 612, 613 e 614, che indicano raccomandate semplici e comunicazioni provenienti da Poste Italiane o da una banca.
Come anticipato, le raccomandate contenenti atti giudiziari seguono delle regole un po’ diverse dalle raccomandate semplici, soprattutto in materia di compiuta giacenza.
La compiuta giacenza degli atti giudiziari, infatti, si considera perfezionata 10 giorni dopo la consegna dell’avviso, e non dopo i canonici 30 giorni delle raccomandate semplici.
Prima che un atto giudiziario torni al mittente, comunque, c’è tempo 180 giorni per ritirarlo presso l’Ufficio Postale.
È importante ricordare, in questo contesto, che il mancato ritiro della raccomandata non tutela il destinatario dagli effetti della comunicazione, che si ritiene comunque perfezionata alla compiuta giacenza.
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Autore
Laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Perugia con una specializzazione in Digital Marketing Strategy conseguita presso l’Università di Edimburgo, si occupa di contenuti web dal 2016.
Web journalist con la passione per i viaggi spaziali, la missione che persegue sulla Terra è quella di spiegare concetti complicati in maniera semplice, secondo i nobili principi cartesiani di chiarezza e distinzione.
È content editor e copywriter freelance per realtà imprenditoriali e web agencies italiane e statunitensi e collabora con diverse testate giornalistiche online.