
Ufficio Postale spedisce con Poste Italiane


Lo SPID diventa a pagamento: nelle scorse settimane InfoCert e Aruba, tra i principali provider di SPID, hanno annunciato l’introduzione di un canone annuale per le loro identità digitali.
Come hanno annunciato le aziende, lo SPID sarà gratuito per il primo anno, dopodiché i clienti potranno scegliere di attivare il servizio a pagamento oppure revocare lo SPID, passando a un altro fornitore oppure attivando la CIE.
Lo SPID di Aruba e InfoCert sarà a pagamento già da quest’anno. Aruba è stata la prima a dare comunicazione ai clienti, lo scorso febbraio. InfoCert ha seguito a qualche mese di distanza.
In base a quanto comunicato via email ai clienti, lo SPID personale sarà gratuito per il primo anno, dopodiché richiederà il pagamento di un canone annuale.
Aruba ha già introdotto lo SPID a pagamento a maggio di quest’anno, mentre InfoCert ha annunciato che il nuovo listino prezzi entrerà in vigore il prossimo 28 luglio.
All’origine della decisione, la mancata erogazione di oltre 40 milioni di euro che il governo, ormai nel 2023, aveva destinato ai provider italiani di identità digitali. Il canone annuo, insomma, servirebbe a coprire i costi di gestione in mancanza dei finanziamenti statali previsti.
La novità, comunque, riguarderà (almeno per il momento) soltanto gli SPID InfoCert e Aruba. Tutti coloro che hanno attivato un’identità digitale con un altro provider potranno continuare a utilizzare il servizio a titolo gratuito.
Il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo è subito intervenuto cercando di rassicurare i provider: “I 40 milioni che noi eroghiamo ai provider che offrono l'utilizzo dello SPID ci sono”, e saranno sbloccati prima della fine di luglio.
In un’intervista al Foglio, il ministro ha anche aggiunto che l’idea del governo è quella di “continuare a lavorare per la carta d'identità elettronica europea, che consentirà di avere uno strumento tecnologico simile allo SPID in termini di funzionamento ma che funzionerà oltre i confini del nostro paese, in una logica di gratuità”.
Insomma, i clienti Aruba e InfoCert potrebbero tranquillamente revocare il proprio SPID e attivare la CIE, come hanno fatto nell’ultimo anno quasi due milioni di italiani. Oppure possono scegliere un altro fornitore tra quelli che continuano a offrire il servizio gratuitamente, come Poste Italiane, che da sola fornisce circa il 70% degli SPID italiani.
L’account SPID InfoCert ID e lo SPID personale Aruba saranno gratuiti per il primo anno, dopodiché avranno un prezzo di 5,98 euro l’anno, IVA inclusa.
Lo SPID Aruba per aziende e professionisti richiederà il versamento di 22 euro per l’attivazione e di ulteriori 24,90 euro più IVA per il rinnovo annuale. Il rinnovo dell’account InfoCert, invece, costerà 30 euro più IVA.
Per chi ha già un account con InfoCert o Aruba, il pagamento del canone scatterà nel momento del rinnovo, a scadenza naturale del servizio. Per gli utenti, quindi, il passaggio del servizio a pagamento potrebbe avvenire in qualunque momento da qui al prossimo giugno. Tutto dipende dalla data di attivazione dello SPID, che ha durata annuale.
Il passaggio, ovviamente, non sarà automatico: il cliente che vorrà continuare ad utilizzare il servizio dovrà fornire il proprio consenso esplicito al pagamento del canone o, in alternativa, revocare la propria identità digitale e passare a un nuovo provider.
Per cambiare fornitore, bisogna prima di tutto revocare la propria identità digitale con Aruba e InfoCert. Per farlo è necessario scaricare il modulo di revoca (qui quello di Aruba, qui quello di InfoCert) e inviarlo all’azienda tramite PEC oppure tramite Raccomandata A/R, allegando copia del proprio documento d’identità.
La disdetta dello SPID può essere inviata, firmata e corredata da copia dei propri documenti, alla PEC dei provider:
Nonostante le aziende non includano questa modalità nelle guide pubblicate sulla disdetta dei loro servizi, è possibile revocare lo SPID anche tramite Raccomandata A/R, indirizzata a:
Come la PEC, la raccomandata dovrà contenere il modulo di revoca firmato dal titolare dello SPID (o dal legale rappresentante dell’impresa, nel caso di uno SPID aziendale), e la copia di un documento d’identità in corso di validità.
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Autore
Laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Perugia con una specializzazione in Digital Marketing Strategy conseguita presso l’Università di Edimburgo, si occupa di contenuti web dal 2016.
Web journalist con la passione per i viaggi spaziali, la missione che persegue sulla Terra è quella di spiegare concetti complicati in maniera semplice, secondo i nobili principi cartesiani di chiarezza e distinzione.
È content editor e copywriter freelance per realtà imprenditoriali e web agencies italiane e statunitensi e collabora con diverse testate giornalistiche online.